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L'inverno e il Rene

L’inverno e il Rene

Ci stiamo avviando verso l’inverno, la stagione più fredda. Il prossimo 21 sarà infatti il solstizio d’inverno, quando la Natura si raccoglie e rallenta fino quasi a fermarsi, le giornate sono sempre più corte e le notti più lunghe quasi si volesse lasciare maggior spazio alle energie Yin. Anche in questa stagione però possiamo cogliere il bello del seme che sotto la neve riposa e fare dono a noi stessi di uno spazio di raccoglimento che ci permette di riposare e attendere, in modo consapevole, il futuro arrivo della primavera.

Nella teoria dei 5 movimenti questa stagione corrisponde all’elemento Acqua, ovvero ai Reni dove ha sede il nostro Jing, la nostra essenza o se preferiamo il nostro sé e la Vescica urinaria, il viscere dell’organo che permette di portare nel mondo quel sé. Non per niente il corrispondente canale energetico di Vescica urinaria, che corre ai lati della nostra colonna vertebrale, ha 67 punti, a simboleggiare il lungo viaggio della vita. In questa stagione possiamo prenderci cura di noi stessi assecondandola, riposando e quindi andando a dormire presto alla sera. Possiamo evitare di strafare e goderci le giornate che si accorciano, dedicandoci ad attività che non ledano le nostre risorse.

Anche il cibo che sceglieremo sarà caldo, con verdure cotte e non più crude. Cercheremo perciò di prediligere zuppe e minestre, senza appesantirci. Mentre durante la giornata potremo bere thè o tisane, sempre calde o tiepide. Se vogliamo fortificare i nostri Reni potremo scegliere cibi salati, più precisamente alghe e prodotti del mare. Ma anche un semplice cucchiaino di semi di sesamo al giorno, considerato il seme principe dalla dietetica taoista, ci può aiutare in tal senso.

L’attività fisica dovrà essere moderata, ma dovremo continuare a muovere il nostro corpo per tenerlo in forma. Tutti gli esercizi di mobilizzazione della colonna vertebrale fortificano i Reni, soprattutto i piegamenti. Ma ogni movimento andrà fatto lentamente e senza cercare di superare i propri limiti. Inoltre cercheremo anche nel vestiario di stare al caldo. Questo perché i nostri Reni temono il freddo, basta pensare ad un lago di montagna che durante l’inverno si ghiaccia: se i nostri Reni subiranno del freddo il ghiaccio ci impedirà di muoverci. Sappiamo che l’emozione legata ai Reni è la paura che potremo trasformare nella virtù della pace, semplicemente emettendo il suono relativo all’organo (Chow, si dice che è come la risacca del mare) e sorridendo mentre ci lasciamo invadere dal neroblu che è il colore dei Reni. In poche parole anche noi, come il seme, dovremo stare tranquilli sotto alla neve, ovvero riposare e prepararci così, con il giusto tono, al risveglio della primavera.