Ma Rainey’s Black Bottom

Sembra di essere a teatro e non al cinema mentre si guarda “Ma Rainey’s Black Bottom” il film di George C. Wolfe del 2020. Sceneggiato da Ruben Santiago-Hudson, il film è infatti l’adattamento cinematografico dell’omonima opera teatrale dell’84 di August Wilson. Viola Davis, conosciuta per la serie “le regole del delitto perfetto” interpreta la cantante blues Ma Reiney considerata la madre del blues. Il film, che è distribuito da Netflix, ha vinto due oscar, per miglior trucco e migliori costumi.

Siamo nel 1927 e tutto il film si svolge in uno studio di registrazione e nello scantinato dello stabile dove c’è una sala prove. La sceneggiatura si basa su continui monologhi di lotta contro il razzismo che all’epoca era una piaga molto diffusa e non solo al Sud degli Stati Uniti. Quattro musicisti e una cantante, una vera prima donna, si alternano nel raccontare di soprusi e diritti negati. Quelli dei neri naturalmente.

Ma Rainey’s Black Bottom (2020): Viola Davis as Ma Rainey. Cr. David Lee / Netflix

La cantante Ma è particolare, tutti devono accettare i suoi capricci, gli stessi produttori bianchi, perché su di lei guadagnano parecchi dollari. Ma non solo è nera, è anche omosessuale e questo sarà uno dei motivi di tensione all’interno del gruppo in quanto il trombettista inizierà una relazione con l’amante della cantante. Eppure sarà lei a decidere tutto sull’incisione compresa l’introduzione ad opera del nipote che soffre di balbuzie.

Tutto il film è girato in interni e i primi piani assumono importanza fondamentale, nei racconti delle violenze subite e dei diritti negati. I costumi sono notevoli a partire dalle scarpe acquistate dal trombettista fino ai vestiti di Ma. Tutto concorre a ricostruire l’epoca nei minimi particolari, anche nelle automobili.

Ma sarà il carattere della cantante a farla da padrone, le sue bizze e i suoi rallentamenti. Il lavoro avrà lunghe pause dettate dalle voglie di Ma, di una coca cola o di far recitare il nipote senza nessuna interruzione: “falla fino a quando non ti verrà bene”, gli ripete.

Ogni musicista è stato protagonista di un dramma dove in qualche modo qualche bianco è stato artefice di abusi e violenze. Nonostante questo ognuno di loro esprime la forza della ribellione, attraverso la musica e non solo.  Da vedere, soprattutto da chi apprezza il genere musicale blues di cui viene ricostruito parte delle origini.