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Non fu suicidio - La tragica storia del giocatore di calcio Donato Denis Bergamini

Non fu suicidio – La tragica storia del giocatore di calcio Donato Denis Bergamini

di Adelaide Camillo

Trattiamo in questo articolo la tragica storia del giocatore di calcio Donato Denis Bergamini  centrocampista del Cosenza, che con la sua morte a soli 27anni, avvenuta nel lontano 18 novembre del 1989, scosse l’opinione pubblica lasciando tanto dolore nel cuore di familiari, amici e colleghi. Ci son voluti più di trent’anni per definire che il giocatore del Cosenza non si suicidò lanciandosi sotto un camion, come fu detto allora, ma fu ucciso strangolato da una sciarpa e poi gettato sotto quel camion per simulare un suicido. Rimangono indagati l’ex fidanzata dell’epoca e testimone oculare della tragedia Isabella Internò, accusata di omicidio. Il marito  Luciano Conte, al tempo in servizio alla Mobile di Palermo, per favoreggiamento insieme all’autista del camion.

Quella drammatica sera

A dare l’allarme fu la stessa Isabella Internò, la quale si trovava in macchina con Donato Bergamini la sera del suo presunto suicidio. La donna testimone chiave dichiarò che il suo ex compagno improvvisamente si gettò “a pesce” sotto un camion che trasportava mandarini su uno stradone della Statale  106 Jonica a 900 chilometri da casa, precisamente a Roseto Capo Spulico (Cosenza), dove il giovane calciatore fu trovato sulla strada con il corpo ricoperto di sangue, nella fredda notte del 18 novembre. A raccogliere le dichiarazioni dell’ex fidanzata del giovane centrocampista fu  il Brigadiere Francesco Barbuscio che trovando conferma dall’autista del camion fece passare subito il caso come suicidio.

Una storia d’amore finita male

Donato Denis Bergamini e Isabella Indernò furono fidanzati per tre anni. Si lasciarono poco tempo prima della morte del calciatore, storia finita per la presunta gelosia di lei. La ragazza rimase incinta accidentalmente e nonostante Donato volesse tenere il bambino senza però sposarla, lei decise di interrompere la gravidanza e quello fu il momento decisivo della rottura della loro storia. Si ritrovarono di nuovo dopo un lungo periodo di silenzio e quella maledetta sera del 18 novembre viaggiavano insieme in direzione Taranto  dove la ragazza di sarebbe dovuta imbarcare per iniziare una nuova vita. Questa versione fu smentita dai colleghi di Donato, i quali dichiararono che il calciatore quel giorno, dopo aver ricevuto una strana telefonata, si allontanò in tutta fretta dal ritiro promettendo che sarebbe ritornato presto. I magistrati dell’epoca non ritennero necessaria un’autopsia e anche i suoi vestiti furono bruciati in tutta fretta.

Donato Denis Bergamini e Isabella Indernò

La svolta

Nel 2016 la sorella di  Denis Bergamini, Donata Bergamini rappresentata dall’avvocato Fabio Anselmo (legale di Ilaria Cucchi) riuscì a far riaprire le indagini. Il procuratore Eugenio Facciolla ottenne che il corpo del povero centrocampista fosse sottoposto all’autopsia: la verità che ne venne fuori fu agghiacciante! Donato Denis Bergamini morì per asfissia prima di finire sotto il camion ed emerse una profonda ferita all’addome. Il 29 novembre del 2017 dopo tutte le perizie del caso arrivò la conferma ufficiale: il giovane giocatore fu ucciso per soffocamento.
Questa triste verità, seppure parziale, fu scoperta grazie alla volontà dei familiari e degli amici che non hanno mai creduto alla teoria del suicido di Donato Denis Bergamini e che non si sono mai arresi a questa versione. Denis era un ragazzo di soli 27 anni con un futuro da calciatore molto promettente, pieno di vita e di progetti, non poteva essersi ucciso. La sua ex fidanzata, testimone chiave dell’evento tragico, dovette riferire cosa successe quella tragica sera del 18 novembre del 1989 in quanto unica indagata per omicidio. Fra le tante ipotesi come per esempio il calcio scommesse o narcotraffici, la pista passionale rimane ancora l’unica possibile .

“Qualche verità, nessuna giustizia. L’unica certezza è che Denis è stato ammazzato“.
Questo è stato l’amaro commento di Donata Bergamini, la sorella coraggio che ancora non si arrende e chiede che sia fatta giustizia per il suo amato fratello morto a soli 27 anni su una strada, nel fiore dei suoi anni, con tutta la vita davanti per diventare il campione che tanto sognava di essere.

Il caso è ancora aperto.