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Passato e presente in un intreccio ricco di emozioni

Passato e presente in un intreccio ricco di emozioni

di Federica Sanguigni

Una storia intensa. Un turbinio di voci che raccontano. Un paesaggio che cambia, nel tempo e nello spazio, e che accompagna il lettore in un viaggio altalenante tra passato e presente, ricco di sorprese e di rivelazioni. Un romanzo che appassiona facendo breccia nel cuore di chi legge.

Tutto questo, e molto di più, è “L’ultimo arcobaleno” di Gabriella Raimondi, edito da PlaceBook Publishing nel 2020.

L’autrice, attraverso la storia della vendita di una tenuta nel vercellese, ci presenta i personaggi del suo libro: sono i discendenti di terza e quarta generazione di una famiglia di contadini che vengono riuniti per questioni di eredità. Sono uomini e donne provenienti da più parti del mondo, dove si sono ormai stabiliti a vivere, e basterebbe una firma per concludere velocemente la vicenda. Ma non andrà proprio così…

Attraverso la voce di una delle eredi, Kalista Landolina Kent (Kally per tutti), conosciamo la storia dell’eredità. Siamo nel 2010 e Kally e i suoi lontani parenti vengono riuniti nello studio notarile Antonini di Milano per discutere della vendita della tenuta.

Ma ecco che, con un salto temporale, l’autrice ci porta nel 1899, per raccontarci dall’inizio questa emozionante e avventurosa storia.

Ed è proprio in un continuo saltare tra passato e presente che veniamo a conoscenza di tutti i particolari, anche quelli più segreti, che ci strapperanno un “ohhh” di grande stupore.

Immergersi nella lettura di questo romanzo vuol dire addentrarsi nella vita di un borgo del nord Italia all’inizio del ‘900. Per poi ritrovarsi in Libia, e nell’America del sud, in una variegata successione di eventi che raccontano drammi e gioie di una famiglia contadina e dei loro padroni.

C’è il duro lavoro nelle risaie, la fatica per andare avanti, la famiglia che cresce e si separa.

C’è il sogno americano che, suadente e luminoso, invita a prendere una nave per cercar fortuna.

Mille nomi mescolati in urla a squarciagola, mille saluti inondati di lacrime che ingrossano ancora di più il mare.

C’è l’avidità che porta a scelte sbagliate e pericolose. La sete di danaro e l’invidia verso un padrone buono e disponibile che però non aggrada a tutti. E la decisione di andare alla ricerca di una ricchezza effimera e fuorviante. L’illusione dell’Eldorado che ancora oggi offusca le menti e i sogni di tante persone che rischiano la propria vita nella speranza di un futuro migliore, per sé e per i propri figli.

I due fratelli si resero conto che il Brasile non era come gli era stato raccontato. Le storie da paradiso in terra che Vittorio aveva immaginato erano lontanissime dalla realtà. Dov’era quel regno dorato raccontato dai compari all’osteria?

L’animo sensibile e curioso di Kally la porteranno a non limitarsi alla semplice firma su un atto di vendita. Ammaliata dalla bellezza decadente del borgo, la protagonista andrà alla ricerca di tracce e ombre del passato fino a scoprire verità nascoste che continuerà a conservare nel proprio cuore.

L’incontro con la vecchia prozia suora, la lettura di un diario ormai ingiallito, il racconto di una storia che si perde nel tempo, in luoghi lontani e difficili, in scelte di vita che condizionano l’evolversi delle cose, aprono, nel cuore di Kally, e in quello del lettore, ne sono certa, una finestra ampia su emozioni e suggestioni che regalano momenti intensi di vibrante passione.

E il pianoforte. Un oggetto che diventa custode degli intimi pensieri della protagonista.

Il romanzo di Gabriella Raimondi è un omaggio al ricordo, alla storia.

I tempi moderni ci invitano alla corsa, al benessere, al successo a ogni costo. Cose e persone perdono ogni valore, fagocitati dall’affannosa ricerca del “di più”. Si cancellano ricordi di vita, nella loro bellezza come nella loro durezza, in nome del nuovo, del futuro che promette e illude.

Gabriella ci restituisce il rispetto per le tradizioni, per il duro lavoro che i nostri antenati hanno faticosamente portato avanti, per tutte le lacrime e le risate che hanno riempito luoghi ormai lontani.

Ma i ricordi di una famiglia, il sudore versato sulla terra, le nascite e le morti non vengono dimenticate se cuori fecondi sanno conservarli e tramandarli.

Vorrei restare qui ancora un giorno, rivedere l’arcobaleno tra le risaie e ascoltare il lento frinire delle cicale accompagnare il mio canto. 

Una piccola curiosità. Se leggerete il libro, e io vi consiglio vivamente di farlo, scoprirete che Kally ha scritto una canzone. Grazie al musicista Micheal De Angelis, cugino dell’autrice del libro, il testo di Kally è diventata una canzone “in carne e ossa”. Quando si dice arte a 360 gradi!

Di seguito, il link per ascoltarla.

Link all’acquisto: