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Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

-IL PICCOLO PRINCIPE, Antoine de Saint-Exupéry

E’ così che uno dei miei passi preferiti del, Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry apre questo articolo. Questo libro ha sicuramente accompagnato molti di noi lungo il cammino della nostra vita. Chi inizia a leggerlo non smetterà mai più di farlo. Non basteranno una, due, tre letture per capirne la magia. Forse non basterà nemmeno una vita.

In qualche modo il Piccolo Principe ci rimette in contatto con la nostra parte più infantile, giocosa e creativa. La stessa parte di noi stessi che spesso crescendo ed entrando nel mondo degli adulti perdiamo, ce ne dimentichiamo come nulla fosse. Dimentichiamo il bambino che è in noi ed entriamo a far parte di un mondo fatto solo di responsabilità e cose per grandi. Ma come Il Piccolo Principe ci mostra nella sua avventura questo stesso mondo dei grandi è un mondo di sofferenza, in cui gli adulti spesso sono avari, egoisti, egocentrici, individualisti e pieni di sé. Mai puri come un bambino. Mai come Il Piccolo Principe che arrossisce sempre, come solo i bambini sanno arrossire.

Il viaggio del piccolo principe è un viaggio alla scoperta degli esseri umani, delle relazioni, dell’amicizia e dell’amore. E’ un viaggio attraverso se stessi, un viaggio che riporta a ciò che di più caro abbiamo, il nostro cuore.

Nonostante a volte possa essere difficile capire e affrontare delle situazioni, nonostante spesso non crediamo in noi stessi e a volte ci sentiamo soli, da qualche parte nel nostro cuore c’è un bambino pronto a giocare ancora, a crederci, a rimettersi in gioco molto più che un adulto.

Il mondo degli adulti spaventa, sopratutto chi come me si appresta a entrare a farne parte. Alcuni adulti ci insegnano a smettere di sognare, di sperare, di combattere. Il Piccolo Principe ci insegna che l’essenziale è invisibile agli occhi. Che anche se siamo arrivati alla fine della nostra avventura non dobbiamo abbatterci, ce ne sarà sempre un’altra e poi un’altra ancora. E poi basterà osservare le stelle per ritrovarsi e ritrovare l’amore per l’essere umano.

Arrendersi non è mai nelle parole del Piccolo Principe. Scoprire, curiosare, domandarsi, quelle sì che sono le sue parole. Parole magiche di cui anche noi dovremmo prenderci cura.

Crescere è per tutti entusiasmante e allo stesso tempo motivo di sofferenza. Siamo costretti a un certo punto ad abbandonare tutto ciò che avevamo appreso per creare nuove risorse ed essere sempre nuovi e diventare adulti. Ma essere adulti non significa per forza non costruire sempre e non destrutturarsi mai. Come dei bambini siamo chiamati a diventare adulti e come adulti siamo chiamati a saper essere ancora curiosi e a voler ancora giocare con la vita, per continuare a vivere con quella spensieratezza magica dei bambini e con quel velo di responsabilità pragmatica degli adulti. Nessuno dei due esclude mai l’altro.

Ritrovare il bambino interiore non è impossibile, un primo modo per farlo è sicuramente quello di farsi trasportare dalle avventure del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. E anche se tutto dovesse farsi difficile ricordiamolo sempre: per ogni fine c’è un nuovo inizio!