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PERINDE AC CADAVER – recensione

di Arnaldo Citterio Capo redattore Kukaos Magazine

Titolo: PERINDE AC CADAVER
Autore: Llorenç Lluell
Edizione 2020
Edito da: Amazon EU per Placebook Publishing & Writer Agency Srls
Traduzione dallo spagnolo a cura di Claudia Filippini e Fabio Pedrazzi

Llorenç Lluell, Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina, già Pontificia, di Roma e Membro del Senato Accademico.

Il titolo di questa sua ultima opera “Perinde ac cadaver”è una locuzione latina.
Leggiamo il significato sull’enciclopedia Treccani:

perinde ac cadaver (lat. «nello stesso modo di un cadavere»). – Formula adottata dai gesuiti per esprimere, iperbolicamente, la sottomissione assoluta alla regola e alla volontà dei superiori, con rinuncia alla propria personalità.
(Non reagendo ed obbedendo, proprio come farebbe un corpo morto).

Il lettore si potrebbe chiedere: “perchĂ© un libro di poesie ha questo titolo?”
Notiamo che nella perfetta traduzione dallo spagnolo all’italiano, di Claudia Filippini e Fabio Pedrazzi, il titolo è rimasto inalterato.
La risposta attraversa diversi livelli di pensiero ed ogni lettore troverà la sua leggendo i versi delle poesie contenute in questo libro, il cui titolo, senz’altro evocativo, è giusto che rimanga non tradotto, le parole sono importanti.
I componimenti poetici sono presenti in entrambe le lingue proprio perché a volte occorre leggerli in spagnolo per percepire la musicalità originale, sebbene la traduzione non tradisca il significato intrinseco delle parole.

Per assaporare questo libro la cosa migliore sarebbe sedersi sotto un albero, entrando in comunione con lo spirito della natura, nel suo silenzio pieno di rumori lontani dal panico delle cittĂ .

SOVRACCARICO COGNITIVO

Disegno il tempo,
respiro e decelero.
Evito il panico,
perché è rumore.
Abbandono la parola,
e si cancella l’immagine.

Al silenzio esterno.
Al silenzio dei miei pensieri.
Chiudo gli occhi e vado dentro.

E non scompare mai,
quel rumore del silenzio.

(Llorenç Lluell)

Inizierebbe così un viaggio all’interno dell’io alla ricerca di quelle risposte che trovano soluzione nelle stesse domande, perché lo scopo non è arrivare alla meta, bensì seguire un cammino liberandosi di tutti i biechi istinti umani, come fossero dei metalli impuri da fondere nel forno.

Nella quiete beatica,
passione e solitudine,
il forno comanda,
tutto si altera.

(Llorenç Lluell)

Ma è passione e dolore inevitabili, il fine l’amore o la fine indifferenza assoluta, il tutto attraverso la meditazione.
La forza di questo libro consiste nella semplicità delle parole, una semplicità che va letta oltre l’apparente significato delle stesse.
Le poesie di questa silloge vanno lette più volte, perché il messaggio percepito cambia a seconda dello stato d’animo presente nel lettore in quel momento.

Fabio Pedrazzi indica la strada da percorrere… la luce si vede meglio stando al buio.
Nella sua introduzione, “Nota dell’Editore”, Pedrazzi ricambia il prologo di Llorenç Lluell scritto per “La filosofia dell’alchimista”, un’interessante opera editoriale scritta dallo stesso Pedrazzi. Infatti i due libri appaiono legati da un filo comune, destinato a coloro i quali sanno leggere oltre le parole. 

Nel caso di “Perinde ac cadaver” si aggiunge un personaggio eccellente:
il Prof. Dott. Lino Mungari PH.D. Presidente del Senato Accademico dell’Accademia Tiberina giĂ  Pontificia – Roma, Professore di diritto Costituzionale ed Amministrativo, Docente, tra le altre cose, di Scienze Indicametriche (la Scienza delle Scienze Sociali), Dirigente Scolastico e Presidente A.N.S.I. Roma.

Una vita, quella di Lino Mungari, dedita alla Cultura e all’arte di tutte le Scienze allo scopo di mantenere sempre vivo il desiderio del Sapere, inteso come “condicio sine qua non” per salvare il genere umano. E , forse, è proprio questa la finalitĂ  della Fondazione Accademia Tiberina che presiede con tutti gli oneri e gli onori.

“L’Accademia ha, quale scopo di carattere generale, quello di mantenere sempre viva la fiamma degli studi e delle ricerche letterarie, artistiche, storiche, scientifiche, tecniche e di ogni altra disciplina, non solo in Italia ma anche in tutto il mondo.”
(Dallo statuto attualmente in vigore della Fondazione Accademia Tiberina)

Lino Mungari dedica a Llorenç Lluell una prefazione scritta con il cuore, dove il lettore potrà trovare la giusta chiave di lettura dell’opera: introspezione, complementarietà, la fusione dell’IO con il NOI in una catarsi oltre il tempo e lo spazio fino ad arrivare al cielo partendo dalle più basse fondamenta. Non per niente la citazione preferita dall’esimio Professore è: “Ab imis ad sidera”.

“Perinde ac cadaver”, cieca obbedienza al solo scopo di raggiungere la luce divina attraverso “le risposte al mistero dell’essere… dell’esistere”.

Buona lettura.