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Riflessioni su: La parola come cura

Riflessioni su: La parola come cura

Giovanna Mulas: La parola come cura

Prima parte dell’articolo di Giovanna Mulas: La parola come cura

di Arnaldo Citterio

Fin dalle prime righe di: “La parola come cura”, s’intravede lo spessore dell’autrice candidata Premio Nobel per la letteratura 2018. I riferimenti letterari spaziano dai filosofi ai poeti più conosciuti rivelando un filo conduttore che si intreccia lungo il percorso regalandoci paragoni audaci ed originali. E subito vediamo “Ecce homo”. “Come si diventa ciò che si è” in cui “Friedrich Nietzsche” si contrappone a “Jung”. Infatti: “Chi combatte contro i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E quando guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro.” tratto dal quarto capitolo di “Al di là del bene e del male” è, nell’articolo di Giovanna Mulas, associato a “Ma la perla giace nella profondità delle acque; laddove è possibile perdersi.” (Jung).

L’abisso

Inizia così questo viaggio alla scoperta della “Parola come cura” per tentare di riparare l’apparente “irrimediabile condizione” dell’essere umano. Il tema dell’abisso continua con Gibran che richiama nel “Simurgh” il concetto espresso da “senza il nido dovrà volare l’aquila nel sole.” Aquila che alla fine per “Blake” è costretta a chiedere alla talpa cosa c’è nell’abisso. La metafora è chiaramente spiegata nell’articolo.

Oratio de Hominis Dignitate

L’autrice continua questo trattato citando il suo saggio “Oratio de Hominis Dignitate” (Fontana Editore, 2019), dove introduce due nuovi concetti: la bellezza e la magia, usata per cercare di trovare “una spiegazione magica a tanta bellezza” quando Maestro Gregorio si trova davanti alla statua della venere Capitolina. L’avvincente dissertazione della Mulas continua citando il saggio di “Gothe” “Viaggio in Italia”, dove il Poeta trova la sua risoluzione per non irrimediabilmente perdersi (nel solito abisso). Giovanna Mulas cita il “movente epifanico per l’uomo e la sua opera” in relazione all’immensità  dell’emozione estetica provata da “Gothe” associata alla visione della Divinità e quindi struggente.

Nelle prossime uscite

Infine, in questa prima parte dell’articolo, la Mulas conclude asserendo che è l’elemento cultura che esalta la tensione della scoperta, aiutando il soggetto a ripararsi dall’estraniazione. Scopriremo sicuramente nuove ed interessanti esempi di come filosofi e poeti hanno tentato nel corso dei secoli di trovare il modo per usare “la parola come cura.” Per salvare l’Uomo. Non perdete le prossime uscite.