Settembre 2021: il rientro a scuola

di Irene Salidu

Settembre. Ricomincia il periodo in cui le fabbriche riaprono i battenti, le macchine ripartono e le attività scolastiche riprendono.

Il Nord Italia ha preso una boccata d’ossigeno e ora riprende ad essere la macchina che trascina il Paese. Mentre il Nord “riposava”, il Sud e il Centro Italia isole comprese si muoveva incessantemente per ricostruire un poco di vita economica, messa a dura prova da un periodo nero, dettato da regole e contro regole fra le quali non è stato facile districarsi senza correre il rischio di cadere nelle maglie della giustizia, che non ammette l’ignoranza del popolo.

È noto, che per il Sud questa ripresa sia più difficoltosa visto il punto di partenza nettamente in svantaggio. Ecco, tutto questo per rimarcare che siamo un Paese meraviglioso, capace di grandi sacrifici.

Tutto questo, pur suddividendo l’Italia in Nord, Sud, Centro, per evidenziare che il nostro Paese è variegato per specificità geografiche, abitudini, costumi, ma è un unico grande Paese dove chi si impegna riesce a far ripartire le macchine, indipendentemente dalla collocazione geografica e dalle divisioni che sono state create “ad hoc” da chi vuole la capacità di gestione dei cittadini, anche nel loro privato.

Settembre è anche il mese nel quale riprendono le attività scolastiche che per la maggior parte dei Docenti si sono concluse il 30 giugno scorso.
L’ingresso negli ambienti scolastici sarà dettato dal possesso o meno del “Lasciapassare verde” per i docenti e tutto il personale della scuola.
Il Lasciapassare viene rilasciato a chi si è sottoposto al vaccino oppure chi a proprie spese si sottopone ad un tampone ogni 48 ore.
L’ingresso è altresì consentito a chi esibisce una certificazione nella quale si attesta la sua inidoneità sanitaria a essere sottoposto a qualsiasi vaccinazione contro il COVID19, ma al momento non è sicuro il modo in cui questo personale sarà impegato. In tutte le scuole il Dirigente nomina un responsabile al controllo dei Lasciapassare. Chi è sprovvisto del Lasciapassare o del certificato di inidoneità al vaccino, non può entrare nei locali scolastici e la sua assenza viene considerata ingiustificata. Nel caso in cui tale assenza si dovesse protrarre oltre i cinque giorni, scatta la sospensione, senza stipendio o altri emolumenti.

Attualmente, secondo le statistiche, i Docenti sono vaccinati in un numero pari al 90%, quindi quasi tutti potranno accedere nei locali scolastici.
Sarà obbligatorio indossare almeno la mascherina di tipo chirurgico o la visiera nei casi previsti dal decreto (esempio nelle classi dove sono presenti alunni con particolari patologie o disabilità). Il distanziamento sociale dovrà essere rispettato (un metro tra alunni e due metri tra docenti a alunni) salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano, così cita più o meno il Decreto Scuola e Università.
I ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado potranno effettuare il vaccino, se i genitori firmano il consenso informato.
Ci saranno classi di “soli vaccinati”? Questa ipotesi potrebbe consentire di non utilizzare le mascherine, ma solo per questi due ordini di scuola.
Nella scuola dell’infanzia le mascherine saranno un obbligo solo per i docenti, in quanto i bambini hanno meno di 6 anni, età dalla quale vige l’obbligo di utilizzo di tali presidi sanitari. In tutti gli ordini di scuola, ingressi e uscite dovranno essere scaglionati. I docenti, sebbene regolarmente vaccinati, non potranno avvicinarsi agli alunni per vedere e correggere i compiti per mantenere il distanziamento, e di conseguenza neanche gli alunni potranno lasciare il loro banco per consegnare qualsiasi cosa.

Si vivrà con le finestre aperte, che ci sia o meno il sole, e le aule saranno permeate dal profumo di disinfettante, utilizzato dagli alunni su qualsiasi oggetto e dai docenti ad ogni cambio classe/ sezione. Per quanto riguarda la scuola primaria, considerato il fatto che molte aule non sono abbastanza ampie da permettere il distanziamento, nulla cambia a livello organizzativo rispetto allo scorso anno, nonostante l’obbligo del vaccino. Abbiamo lasciato la scuola con tante speranze e la ricominciamo in presenza, ma sempre con lo spettro della Didattica Digitale Integrata (DDI ex DAD), delle Quarantene e dei tamponi nel caso di eventuali positivi. Buona scuola, Italiani!