Crea sito

Shiatsu: istruzioni per l’uso

Lo shiatsu (shi dito, a-tsu pressione) è una tecnica elaborata in Cina e portata in giro per il mondo da alcuni monaci giapponesi. Si tratta di pressioni effettuate da un operatore con le dita, in particolare i pollici, le mani, i gomiti o le ginocchia su un ricevente. La qualità delle pressioni è data dal fatto che sono portate in modo costante, perpendicolare e con il peso del corpo, più precisamente con l’uso di Hara (quel punto che si trova tre dita sotto e 4 dentro, l’ombelico). Quindi lo shiatsu è pressione perpendicolare e costante su alcune zone del corpo che vengono così stimolate verso un processo di autoguarigione. Ma soprattutto verso una maggiore vitalità.  E’ una tecnica considerata molto “materna”: basti pensare a ciò che facciamo quando proviamo dolore in qualche parte del nostro corpo, istintivamente portiamo lì la nostra mano, come se volessimo scaldare la parte dolente e portarle sollievo.

La tecnica shiatsu permette di riequilibrare l’energia del ricevente. La tecnica pressoria non è invasiva e l’operatore rimane sempre in ascolto di ogni più piccola reazione del ricevente, senza effettuare manovre brusche. Ogni seduta dura una cinquantina di minuti e si esegue su un futon, con vestiti comodi. Non è necessario essere spogliati per far shiatsu. Non ci sono controindicazioni per ricevere un trattamento shiatsu, né d’età, né di condizioni di salute: l’operatore si adatta a qualsiasi esigenza specifica, anche di tipo posturale.

Si può ricevere un trattamento dagli otto anni d’età in su, prima è consigliato il Tuinà pediatrico. E questo perché prima degli 8 anni i canali energetici non sono ancora formati, quindi soprattutto gli operatori che si rifanno alla Medicina tradizionale cinese non saprebbero come intervenire. Mentre il Tuinà pediatrico prevede delle manovre, ovvero degli sfregamenti su alcune zone corporee che vanno a riequilibrare l’energia del bambino fin dalla più tenera età e lo aiutano nel processo di crescita.

A tutela degli operatori professionisti in Lombardia sono nati i registri Dbn (discipline bionaturali) che assicurano una formazione seguita da un ente riconosciuto, ovvero una scuola. Da anni si sta lavorando per un Albo professionale, ma il percorso è piuttosto lungo perché prevede che ogni Regione provveda ad emettere il relativo decreto per poi arrivare ad un’unica forma legislativa che riguarda l’intero Paese. Fino ad allora però esistono alcuni Albi privati (Cos, Federazione, Assi ecc.) e i registri Dbn nelle Regioni che li hanno previsti.

Esistono diversi approcci a questa arte antica di digitopressione, ci sono scuole che si rifanno a quelle Giapponesi dove il riequilibrio energetico è visto come totale e altre che si rifanno invece alla Medicina tradizionale cinese, spesso con particolare riferimento alla filosofia e alle pratiche taoistiche. Il punto di partenza è comunque una diagnosi energetica che viene fatta attraverso un colloquio dove si cerca di tracciare un quadro energetico che metta in luce ciò di cui il ricevente ha bisogno. Dopo questo, si procede con il percorso che può variare nel tempo, a seconda di ciò che capita nella vita del ricevente. Non solo digitopressione però, perché l’operatore può anche dare suggerimenti sullo stile di vita e l’alimentazione che aiutino il processo terapeutico. Inoltre può avvalersi anche di tecniche complementari, come la moxibustione, la coppettazione, il martelletto di pruno o il taping neuromuscolare.

Durante il trattamento l’operatore è in uno stato di “qui ed ora”, sospende il proprio giudizio per accogliere il ricevente e farsi carico della sua disarmonia cercando di riequilibrarla. Ma senza avere aspettative. Possono sembrare concetti semplici da mettere in pratica, ma in realtà occorre allenamento e esperienza. Il trattamento può essere effettuato anche su un’apposita sedia, per chi ha difficoltà a distendersi o per provare una diversa modalità. E’ infatti sempre l’operatore che si adatta alle esigenze del ricevente. Ma il percorso di riequilibrio energetico è un viaggio che si fa in due, in un continuo sostegno e mutuo scambio, dove entrambi ricevono lezioni da apprendere.