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Ha una sceneggiatura originalissima il film diretto da Darius Marder nel 2020 intitolato “Sound of Metal”. Candidato a 6 premi Oscar, non è riuscito a portare a casa nessuna statuetta ma non per questo il valore di questa pellicola è da sminuire, tutt’altro.

Ruben Stone è un batterista del duo metal “Blackgammon” con la sua fidanzata Lou. I due vivono in un camper e viaggiano, di concerto in concerto, attraverso il paese. Fino al giorno in cui Ruben scopre di essere sordo. Farà di tutto per recuperare l’udito fino ad arrivare a vendere oggetti personali e camper per potersi pagare l’intervento di innesto di due impianti cocleari.

Per un periodo però il batterista andrà a vivere in una comunità per sordi, dove in parte ritroverà la propria serenità mentre Lou tornerà a casa dal padre. Sarà proprio vedendo alcuni video di Lou che Ruben deciderà di vendere tutto e operarsi. Sarà però allontanato dalla comunità, dove ha imparato il linguaggio dei segni ed un nuovo modo di vivere, in quanto non avrà rispettato le regole del gruppo e della convivenza di quel luogo.

All’inizio sarà entusiasta e ritroverà Lou, alla festa di compleanno del padre. Dove si accorgerà però che l’impianto non gli ha restituito l’udito, piuttosto un suono metallico molto fastidioso soprattutto in presenza di molte persone. “Dovrà farci l’abitudine, è un compromesso” dirà il medico che l’ha operato.

Il titolo gioca sul metal che è il genere suonato da Ruben e Lou ma anche il tipo di suono che riesce a sentire il batterista una volta operato. Si parla anche di handicap e il regista vuole suggerire allo spettatore che non “tutto il male vien per nuocere”. Lo stesso protagonista si interroga sulla possibilità di riprendere la vecchia vita con Lou in tour, ma nota che la fidanzata subito si sente sotto pressione. E per questo la lascia a casa del padre e se ne va, rinunciando non solo a lei, perché una volta fuori da quell’abitazione si rende conto che quel rumore di sottofondo che sente per via degli impianti cocleari è insopportabile. Decide quindi di spegnere l’impianto.

Il film è un dono di Derek Cianfrance al regista Marder che per scriverlo si è basato sulle proprie esperienze di batterista affetto da acufene, cioè da quei fastifiosissimi fischi che talvolta si sentono nelle orecchie.

Ruben è interpretato da Riz Ahmed che esprime tutto lo sconcerto di una simile esperienza seguita da tristezza che rischia sempre di sfociare in disperazione e della speranza di poter “tornare alla vita di prima”, al poter udire nuovamente. L’attore prima di iniziare le riprese ha preso 6 mesi di lezioni di batteria per calarsi nei panni del protagonista oltre ad imparare la lingua dei segni. Con lui Olivia Cooke che ben interpreta il ruolo della donna stressata dalle pressioni continue dell’ambiente circostante. Il film è distribuito da Amazon che lo ha fatto uscire su Prime.