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The banker

E’ una storia vera quella raccontata dal regista George Nolfi nel suo film “The Banker” con Nicholas Hoult e Samuel L. Jackson. Ambientata negli Stati Uniti degli anni Cinquanta il film narra di come due uomini di colore riescono ad arricchirsi acquistando stabili e affittando appartamenti e a comprare una banca con la quale potranno finalmente concedere prestiti ad altri uomini di colore. Si parla dunque di razzismo e “negri”, in quanto in quegli anni anche a Los Angeles solo ai bianchi era concesso di poter fare affari.

Ma i nostri protagonisti decidono di agire con un prestanome, quindi sotto copertura. Bernard Garret e Joe Morris sono due imprenditori di origini afroamericane che decidono di lasciare il segno sul mercato finanziario del loro Paese acquisendo diverse proprietà immobiliari in zone californiane che fino ad allora erano popolate solo da bianchi. Ma visto che nessuno è disposto a fare affari con dei “neri” i due assumeranno Matt Steiner e lo istruiranno perché faccia finta di essere il loro capo. Garret e Morris rimarranno sempre al suo fianco anche se travestiti da uomo delle pulizie e autista.

Non è stata una nascita facile quella di questo film. Lo stesso regista Nolfi ha narrato in alcune interviste le difficoltà incontrate dal copione che per quasi 20 anni ha girato per le varie scrivanie di Hollywood senza riuscire a trovare consensi sia per i protagonisti afroamericani che perché parla di banche e proprietà immobiliari. Il linguaggio narrativo scelto dal regista è brillante e scorrevole e due ore di film passano senza difficoltà o appesantimenti per lo spettatore.

Un film dunque molto piacevole che ci dà uno spaccato dell’America degli anni Cinquanta e che ci lascia un messaggio, riassunto nella domanda che il protagonista Garret pone alla Corte che nel 1965 è chiamata a giudicarlo per frode (questa l’accusa per i due imprenditori che alla fine vengono scoperti): “Perché è così importante per voi escludere un’intera razza dal sogno americano?”. Del resto lo stesso Garret nella realtà è stato un uomo impegnato nella lotta per i diritti civili degli afroamericani.