Si intitola “Black” ed è l’ultimo romanzo di Wladimiro Lamantia. Nato a Messina, dove vive e lavora tutt’ora in ambito sanitario, Lamantia ha preso prima un diploma di geometra e poi di infermiere professionale. Ma la musica è stata la passione che ha scatenato il suo amore per la scrittura. L’abbiamo intervistato per parlare del suo ultimo romanzo.
Ci racconti che emozioni hai provato a partecipare al Salone internazionale del Libro di Torino?
Il Salone Internazionale del Libro di Torino rappresenta una vetrina importante per ogni Autore, così come anche la sola presenza del proprio titolo nello Stand della casa editrice. Il flusso di lettori è enorme e ci sono ottime possibilità per la promozione e la vendita.
Come hai scelto il titolo?
La scelta del titolo è legata al protagonista. Black è un marchio dato a un ragazzo per il colore della pelle. Una forma di discriminazione dal contenuto dispregiativo, che indica una persona dalla pelle scura e deve essere riconosciuta come tale.

Perché hai scelto di narrare una storia che riguarda gli Stati Uniti?
Gli Stati Uniti storicamente hanno vissuto gli anni della secessione. Una guerra nata per le scissioni tra il Nord industrializzato e il Sud che traeva vantaggio dallo sfruttamento degli afroamericani nelle piantagioni di cotone. Il presidente Abram Lincoln voleva abolire la schiavitù ed evitare la scissione tra il Nord e il Sud. Una guerra che causò in cinque anni, tra il 1861 e il 1865 circa settecentomila morti.
E dove ti sei documentato?
I miei approfondimenti culturali nascono dall’amore per la lettura. Ho molti libri negli scaffali di casa, ma leggo molto anche sul PC. La tecnologia di oggi ci permette di trovare qualsiasi argomento culturale.
Che messaggio vorresti arrivasse ai lettori?
Il messaggio del libro è chiaro. La forza del vero valore dell’amicizia può andare oltre i pregiudizi e i marchi, che in genere la società attuale tende a dare a chi viene considerato diverso. Quei comportamenti legati non solo al colore della pelle, ma anche alle diverse ideologie politiche, religiose e di costume, che hanno generato guerre in tutto il mondo.

Quanto la musica influenza la tua scrittura?
La musica ha segnato la mia vita. Sono un autore di testi per canzoni. La considero un importante punto di partenza. Un viaggio che dura da oltre 40 anni. Una passione che coltivo da ragazzo. Cantare, scrivere e leggere hanno sempre fatto parte della mia vita. L’esperienza maturata come Autore musicale mi è servita per poter diventare uno Scrittore.
Quando scrivi ascolti musica?
No. Amo concentrare la mia energia sfruttando la mia creatività senza pensare ad altro. Non ho mai provato ad ascoltare musica mentre scrivo, quindi non saprei che effetto potrebbe scatenare nella mia mente.
Che colonna sonora sceglieresti per Black?
Forse qualche colonna sonora si potrebbe legare ai contenuti del romanzo, ma sinceramente in questo momento non saprei quale adattare.

E il tuo lavoro in ambito sanitario ispira le tue storie oppure no?
In genere amo scindere il lavoro dalle mie passioni, anche se dal punto di vista emotivo mi aiuta molto a capire le necessità degli altri. Io preferisco staccare la spina e concentrare le mie emozioni liberando la mente. Considero da sempre il lavoro un’attività che non deve influenzare la vita personale. Il lavoro e le passioni sono due cose distinte e separate.
Stai lavorando a qualche testo nuovo, puoi darci qualche anticipazione?
Si. Sto lavorando al mio nuovo romanzo. Ritengo ancora prematuro dare delle anticipazioni. Amo lasciare il lettore nella curiosità e nell’attesa della pubblicazione. Posso solo garantire il mio impegno di scrittura, al fine di lasciare dei messaggi importanti come ho già fatto con i precedenti romanzi.
Bianca Folino
