C’era una svolta

Hanno trasformato le favole in un mazzo di carte e dopo diversi rimescolamenti lo hanno fatto diventare un libro. Stiamo parlando di “C’era una svolta” di Andrea Ansevini e Morena Oro. Fresco di stampa è un testo davvero curioso che cattura il lettore attraverso il fascino del farlo tornare bambino, ai tempi delle favole appunto, ma con qualche variazione. Sì perché qui Biancaneve incontra il nonno di Heidi e la regina cattiva chiede consiglio ad Alexa, mentre Pollicino si intrattiene con Superman e Cenerentola ruba la Porsche al principe. Come non farsi catturare da una trama del genere? Andrea Ansevini, classe 1979, lo conosciamo già come un autore molto prolifico che si fa ispirare dalla moglie Adele e che ama anche la musica. Vive in provincia di Ancona, insieme ad Adele e al cagnolino Casper e ha al suo attivo diverse pubblicazioni, alcune delle quali scritte proprio a 4 mani. Morena Oro, classe 1969 vive in provincia di Macerata con il marito e il figlio oltre ai 4 gatti e da sempre coltiva il suo estro artistico, la sua passione per il teatro e per la musica che esprime nella sua attività in radio. E’ infatti conduttrice di Radio Nuova Blu di Macerata dal 2010. Morena è anche una poetessa, attrice e scrittrice di testi teatrali. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni. E vista la curiosità per questo libro scritto a 4 mani, abbiamo pensato di intervistare gli autori.

Raccontateci com’è nata l’idea di questo libro

Andrea: L’idea è venuta in mente a me a seguito di post divertente pubblicato in Facebook da Morena. L’ho contattata per proporle di scriverci un libro e così abbiamo fatto.

Morena: L’idea del libro è stata di Andrea, scaturita da alcuni post che avevo fatto su Facebook dove in maniera umoristica scrivevo delle cose divertenti su alcuni personaggi delle fiabe e dei cartoni animati. Mi contattò su whatsapp dicendomi che li aveva apprezzati molto, e che ampliando quelle piccole storie si sarebbe potuto scrivere un libro. Mi sembrò una proposta subito interessante e divertente da sviluppare, che ci poteva consentire di sbrigliare la fantasia prendendoci anche delle irriverenti licenze poetiche su quelle storie rese monolitiche dalla tradizione narrativa.

Perché il mondo delle favole?

Andrea: Perché è bello risvegliare il nostro essere piccoli che ci portiamo dentro. Trovo sia giusto fare viaggiare la fantasia verso orizzonti fiabeschi. Dietro le fiabe c’è un mondo che nessuno di noi si immagina fatto di tanti accorgimenti e storie che non si finiscono mai di conoscere fino in fondo.

Morena: Perché penso sia il legame ancora più solido e profondo che abbiamo con la nostra parte fanciulla, col bambino interiore – chiamiamolo col giusto termine psicoanalitico- che non smetterà mai di avere bisogno del suo angolo del gioco, dei suoi spazi dove far volare l’immaginazione e sgravarsi, per qualche momento, del peso di essere adulti, con tutti i problemi che la condizione comporta. Inoltre le favole sono scrigni preziosi di una conoscenza quasi occulta, fatta di simboli, metafore, archetipi universali che vivono e si manifestano attraverso queste storie dai contenuti a carattere universale. Vi sono infatti oggi anche molte realtà legate alla crescita personale che mettono al centro del processo evolutivo proprio i contenuti allegorici delle favole, e lo fanno attraverso la figura dei “cantastorie” che si incaricano di condurre, chi vuole, nel territorio misterioso e simbolico di queste storie, che una volta svelate nel loro significato arcano, possono essere interiorizzate per illuminare parti di noi ancora irrisolte. Tutto molto affascinante. I livelli di approfondimento possono essere molteplici, e ognuno può trovare per se stesso il proprio grado di immersione nel “favoloso”. 

Non temete di deludere qualche “bambino”?

Andrea: Io credo di no. Queste sono fiabe classiche a cui io e Morena abbiamo dato una “svolta”, quindi potrebbero attirare ancora di più la loro curiosità. Potranno piacere a piccoli e grandi. Magari le vivranno con una visione diversa da quella che già conoscono e il nostro intento è proprio questo.

Morena: Bella domanda. In realtà quello che posso dire per quanto riguarda il mio approccio, mi sento come se avessi un po’ scippato queste favole ai bambini per rimaneggiarle a favore dei bambini interiori dentro a coscienze adulte che sono “i grandi” di oggi. Sicuramente leggendole, anche con i genitori, si divertiranno anche i bambini perché attualmente credo siano molto più svegli di quanto potessimo essere noi, decenni fa. Nascono e crescono stimolati da una realtà interattiva che non esisteva prima, quindi penso siano molto più predisposti al linguaggio tecnologico con cui abbiamo aggiornato le storie che abbiamo riscritto. Quindi, no…non credo li deluderemo. Anzi, forse le preferiranno a quelle originali, magari un po’ troppo distanti dalla realtà attuale dei bambini nati e cresciuti col Wifi, i video su Youtube e i cartoni animati on demand.

Quanto c’è di voi in questo libro?

Andrea: C’è molto di me. Non si finisce mai di essere bambini e sognare. Mi ha fatto piacere esplorare fiabe di quando ero piccolo e dare loro, con la complicità di Morena, una “svolta”. Nulla è come sembra…Poi c’è anche “molto di noi” in un modo particolare che qui non posso dire.

Morena: Moltissimo. Moltissimo! C’è tutto il mio lato “peterpanesco” che non può smettere mai di bighellonare sull’isola che non c’è, perché su quella che c’è si sente veramente incastrato in dinamiche anguste, grigie e spesso troppo seriose. Inoltre, credo sia salutare mantenere un atteggiamento variegato nei confronti della vita, deve esserci il momento del gioco, che è sempre serissimo, con lo stesso cipiglio di concentrazione e abbandono tipico del bambino, che non distingue mai veramente fra gioco e realtà, poiché per il bambino il gioco è essenziale, quindi assolutamente reale; poi c’è il momento della poesia – almeno per me, che è quello predominante-, il momento dell’impegno sociale, delle responsabilità concrete del quotidiano… Insomma, questo libro per me è il primo vero omaggio alla mia bambina interiore. Anzi più che omaggio, ringraziamento profondissimo e commosso. Senza di lei, così attiva, vigile ed esigente, mi perderei il meglio della vita!

In quale favola vi siete identificati maggiormente?

Andrea: In nessuna. Ognuna è diversa dall’altra, però tutte collegate da un unico filo conduttore. Morena inoltre è stata bravissima creare le immagini “particolari” per far addentrare nella fiaba a chi leggerà il libro.

Morena: Non penso ce ne sia una che mi rappresenta più delle altre, ognuna è un pezzettino del puzzle che ha senso compiuto insieme a tutti gli altri. Il libro intero mi identifica, questo sì, e ho cercato di renderlo ancora più evidente anche attraverso le immagini che ho realizzato con Gemini, perché l’idea di offrire anche un’esperienza visiva ai lettori era da un lato divertente pensando a loro, dall’altro sfidante per me che ho voluto realizzarle, cimentandomi con l’IA quasi da zero.

Una domanda per Morena: quanto la tua passione per il teatro ha influenzato questa storia?

Morena: Il teatro una volta che ne interiorizzi il metodo, entra in ogni aspetto della vita perché ti dà maggior sicurezza in te stessa. Ti consenti di osare, in un continuo abbattimento della “quarta parete” quella che ti separa dal pubblico che ti guarda e giudica la tua performance. Quando sei sul palco non puoi pensare troppo a cosa sta pensando il pubblico di quello che stai recitando, o di come lo stai facendo, perché perderesti spontaneità, concentrazione. Entri nella parte, la senti come parte di te, e vai…ti godi il momento, ti sperimenti, ti espandi. Così può essere con tutto quello che fai, anche fuori dal palco, infondo la differenza la decidiamo noi. Se quello che conta è godere dell’esperienza, dell’esserci dentro completamente in maniera che la performance sia sincera, vera, concentrata, allora tutto quello che facciamo lo possiamo fare così. Anche scrivere un libro strampalato come questo, senza curarsi troppo di cosa ne penseranno gli altri. E’ stato divertente, appagante, lavorarci. E’ sentito e sincero. A me basta questo. Attore vuol dire “colui che fa”. E noi lo abbiamo fatto!

E una domanda per Andrea: che colonna sonora ci metteresti?

Andrea: Una colonna sonora che ci vedrei bene, la canzone dei Nomadi “Il paese delle favole”

Siete soddisfatti del risultato di questa storia?

Andrea: Mi ritengo pienamente soddisfatto. Ci abbiamo messo diversi anni, ma ne è valsa la pena. Io e Morena ci siamo divisi i compiti e ognuno di noi ha sviluppato le parti dove è più portato. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro e abbiamo camminato sulla stessa strada in modo parallelo.

Morena: Io mi ritengo pienamente soddisfatta. E’ maturato nel tempo, come se fosse dovuto arrivare a cottura lenta, con Andrea ci siamo divisi i compiti e ognuno di noi ha sviluppato quegli aspetti nei quali eccelle o che maggiormente gli risuonano. Perciò credo proprio che il libro sia perfettamente calibrato sulle nostre rispettive caratteristiche.

A quale target di lettori è rivolto il vostro libro?

Andrea: Il libro va bene per chiunque abbia voglia di leggere delle fiabe diverse dal solito e ci farà piacere portare una ventata di allegria e spensieratezza.

Morena: Il target è …chiunque abbia voglia di sorridere, leggere e stare in spensierato per un po’!

Dove possiamo trovarlo e dove possiamo trovare voi?

Andrea: Sul sito di Monetti editore o su Amazon, al momento in cartaceo. Oppure lo chiedete a uno di noi e ve lo spediamo con dedica. Mi trovate su tutti i social. Se volete anche in libreria.

Morena: Il libro è sul sito del nostro editore Monetti e in ogni store on line, in cartaceo alle nostre presentazioni, che speriamo saranno numerose, ma ordinabile anche in libreria. Io ho il mio profilo facebook Morena Oro dove sono pianamente attiva, e instagram…un po’ meno! Grazie.

Bianca Folino