
Idea ambiziosa quella realizzata in questi giorni dal gruppo prog metal ApoGod Project. Dopo il grandissimo successo di “A Prog Bible” del 2022, il gruppo messinese torna con “Paintful Symphony”, un progetto dal valore culturale elevatissimo, rivolto a mettere in musica i primi sei capitoli di “Dipinto Sull’Acciaio”, volume del saggista Francesco Gallina edito da Arcana Edizioni nel 2021, libro in cui si propongono i risultati di un interessante studio riguardante il rapporto tra heavy metal e pittura.

“Paintful Symphony” esce al termine di una gestazione durata ben quattro anni e dipinge con note profondissime e incredibilmente varie i sentimenti, gli incubi, l’arte e la filosofia di pittori che sono parte della cultura mondiale. Artisti ormai da tempo fagocitati dall’immaginario collettivo del rock pesante come Bosch, Goya, Blake, Dorè, Beksiński e Giger diventano così musica viva, portandoci nel cuore della follia e del colore fattosi spartito in un viaggio che partendo dal Giardino delle delizie di Bosch, termina con gli incubi biomeccanici di Giger.
“Abbiamo cercato di entrare con la musica nelle pieghe più profonde delle vite di questi artisti: vite incredibili, luminose e tormentate, attraversate da passioni immense, lutti, solitudini, cadute e ferite che spesso non hanno mai smesso di sanguinare. – spiegano gli ApoGod Project – Abbiamo provato a raccogliere quel dolore e a trasformarlo in suono, a dare una forma musicale alle emozioni che si nascondono dietro i loro dipinti e le loro storie, là dove la sofferenza incontra la creatività e la fragilità dell’uomo riesce, quasi per incanto, a diventare arte”.

A cantare “Everything’s Gone”, il brano simbolo del lavoro, Roberto Tiranti, che ne ha elevato la resa al massimo grado con un’interpretazione ancora una volta magistrale. A impreziosire ulteriormente l’opera, un cameo di Morgana in “Blake – The Doors Of Perception”.
“Paintful Symphony” non è quindi solo un album musicale ma un vero crossover tra musica, pittura e letteratura oltre ad un’ennesima riprova di quanto il metal sia un preziosissimo, inesauribile serbatoio di cultura. E gli ApoGod Project tra i loro rappresentanti più maturi.

Per un approfondimento di questo disco che, incurante delle imposizioni delle piattaforme streaming e delle radio commerciali che richiedono come durata massima di una canzone poco più di 3 minuti, si presenta come un concept album richiamando alla memoria dischi di tempi ormai lontani, abbiamo chiesto qualche informazione in più a Francesco Gallina ed al gruppo . Qui di seguito la breve intervista che abbiamo realizzato.
1) Come è nata l’idea di realizzare Paintful Symphony e come si è arrivati a scegliere come libro di riferimento “Dipinto sull’acciaio” ?
Francesco Gallina: Come prima cosa vorremmo ringraziare Kukaos Magazine per lo spazio che ci sta concedendo. Quanto alla nascita di “Paintful Symphony” tutto è partito da un’idea che mi è balenata in testa all’improvviso. Letteralmente da un momento all’altro, a dirla tutta, mentre avevo cominciato già a pensare a “La fisica del rock” ossia al mio libro successivo. Avevo precedentemente lavorato come ufficio stampa degli ApoGod Project in occasione del lancio di “A Prog Bible”, il loro primo album, trovandoci tutti molto bene a collaborare. Così, da un momento all’altro, mi è venuto in mente che sarebbe stato bellissimo mettere in musica quello che era un po’ il libro nel libro di “Dipinto sull’acciaio”. Ossia lo spazio dedicato ai primi sei pittori utilizzati per presentare il mood dell’opera al lettore. Tutti artisti i quali si prestavano magnificamente alle atmosfere del prog metal. Ho preso il telefono, ho chiamato Giovanni Puliafito il quale ha coinvolto Patick Fisichella e l’operazione è immediatamente partita. Anche se poi ha richiesto la bellezza di quattro anni abbondanti di lavoro per vedere la luce.

2) In fase di composizione come si è riusciti a “trasferire” parte del contenuto del libro nelle canzoni ?
ApoGod Project: No, non abbiamo mai pensato di “trasferire” parte del contenuto del libro in musica. Siamo rimasti affascinati dalle storie, dalle vite molto “heavy metal” dei pittori narrate nel libro di Francesco e poi abbiamo lasciato correre la fantasia. A volte abbiamo proprio provato a sottolineare con le note le incredibili vicissitudini affrontate dai protagonisti; altre abbiamo preso spunto da un’opera di riferimento, come nel caso di Bosch con “Il Giardino Delle Delizie” o Dorè con “Pollicino”, favola in realtà molto diversa e più cruda della versione edulcorata che ci è stata raccontata da bambini. Vedi, in questo caso noi l’abbiamo resa ancora più truce, cambiandone il finale: i bambini riescono a trovare la via di casa. Il loro risentimento però cresce durante il cammino e, una volta giunti a casa di notte, trovano i genitori che dormono e li sgozzano nel sonno, amorevolmente, come recita il testo.
3) Anche il vostro album d’esordio “A Prog Bible” era un concept album. Pensate di proseguire su questa strada ?
ApoGod Project: Si, senza dubbio. E se “A Prog Bible” nasce da una mia idea (Patrick) e questo secondo nasce dal libro di Francesco, il terzo ha una storia già stesa, questa volta figlia della mente di Giovanni che è ancora più contorta della mia, anche se lui sembra quello “serio” del duo 🙂 Non possiamo spoilerare nulla, ma il canovaccio c’è già.

4) Ultima domanda e volutamente “provocatoria”. Quanta fiducia bisogna avere nel proprio pubblico per arrivare a pubblicare un concept album cioè un disco che richiede per definizione concentrazione e attenzione da parte dell’ascoltatore oggi normalmente in difficoltà a superare i classici tre minuti di durata di una normale canzone ?
ApoGod Project: Guarda, non ci poniamo troppi problemi in merito. Facciamo da sempre tanta musica per altri, in veste di produttori, arrangiatori o anche solo di ghost writers e in quel caso si, ci preoccupiamo di quale possa essere la formula migliore per aggredire il mercato. ApoGod Project nasce nel 2018 a seguito del collasso di un grosso progetto commerciale che stavamo portando avanti con Giovanni e altri musicisti. Tutto franò quando, dopo svariati mesi di lavoro, battendo cassa scoprimmo che le cifre e gli obiettivi in ballo erano in realtà estremamente differenti da quelli prospettatici. ApoGod Project è e deve continuare ad essere la nostra isola felice, mia e di Giovanni, quello spazio nel quale essere noi stessi, fino in fondo, alla faccia di qualunque regola. Di brani radiofonici o da portare a Sanremo sotto i tre minuti e venti ne abbiamo già fatti tanti.
Tracklist:
01. Entrance To The Abyss
02. Bosch – The Garden Of Delights
03. Goya – The Sleep Of Reason
04. Blake – The Doors Of Perception
05. Dorè – The Sweet Tale Of Tom Thumb
06. Beksinski – Everything’s Gone
07. Giger – Newt’s Revenge
Il disco è stato stampato in versione CD in 300 copie in jewel case ed è ascoltabile in streaming sulle principali piattaforme musicali.
Per rimanere aggiornati sull’attività degli ApoGod Project potete seguire la loro Pagina Facebook che trovate a questo link https://www.facebook.com/apogodproject/
Carlo Pulici
