Assomiglia a Parc Guell di Barcellona ma non lo è, è il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle, scultrice franco-americana che ha dedicato a quest’opera oltre 20 anni della sua vita. Si trova tra le colline maremmane, a pochi chilometri da Capalbio ed è un giardino davvero strabiliante, per i colori e per le forme. Ceramiche e specchi ricoprono figure gigantesche in questo giardino che sembra essere un omaggio a Gaudì.

La scultrice ha costruito le sue figure realizzandole intorno ai 22 simboli degli Arcani Maggiori. Questo giardino è una vera e propria visione di Niki de Saint Phalle iniziata nel 1955, anno in cui la scultrice ha visitato proprio Parc Guell di Antoni Gaudì. Da allora il suo intento è stato quello di creare un giardino in cui arte, simbolismo e natura potessero convivere.

Negli anni Settanta i fratelli Carlo e Nicola Caracciolo misero a disposizione dell’artista franco-americana un terreno vicino a Capalbio, in Maremma appunto e nel 1978 i lavori di realizzazione del Giardino dei Tarocchi prendono il via. Il parco è stato aperto ufficialmente al pubblico nel 1998. Per realizzare il Giardino ci sono voluti 20 anni in quanto il cantiere era in continua evoluzione. La scultrice aveva infatti chiamato diversi artisti e artigiani per collaborare al progetto.

Le strutture sono state realizzate con armature di acciaio saldate a mano e poi rivestite di cemento, ceramiche colorate e vetri oltre ai frammenti di specchi. Il percorso di visita del Giardino dei Tarocchi attraversa gli Arcani Maggiori. L’opera simbolo di tutto il progetto è l’Imperatrice, una sfinge ricoperta di mosaici blu e specchi. Per diversi anni la scultrice abitò al suo interno. C’è poi la Papessa, il Mago, Il sole, la Ruota della Fortuna, la Forza e la Giustizia e si tratta di installazioni davvero spettacolari.
Redazione
