Chi sono i serial killer?

Ricordando di avere già spiegato l’origine del termine “serial killer” in un precedente articolo, se ne vuole qui esaminare la diversa tipologia. Perché, è bene rammentarlo, il primum movens cambia a seconda del tipo. Certo il fine ultimo è la soppressione dell’oggetto del proprio desiderio, ma la motivazione e la spinta da cui l’azione efferata proviene, cambiano. Si tratta di soggetti che raramente presentano una patologia psichiatrica, poiché sono più spesso i cosiddetti sani che i malati a compiere atti violenti. Preme ricordare anche che la terminologia “Mostro” con cui spesso li si definisce è tutta giornalistica, umana e non investigativa. Li si chiama così per distinguerli da qualcosa che non ci appartiene, che sentiamo distante da noi, dimenticando che la rabbia e il male albergano in ogni essere vivente. Sono poi le convenzioni sociali e morali, l’educazione e le scelte personali che fanno la differenza, potenzialmente potremmo essere tutti dei “Mostri”. Si risalti anche l’eterna diatriba se Serial Killer si nasca, e quindi se tutto dipenda da un’impronta genetica preesistente, oppure lo si diventi per le avverse circostanze esterne. Chi scrive ritiene che si tratti sempre di una scelta personale, lo dimostrano gli esperimenti fatti su fratelli cresciuti da una stessa famiglia. Uno scelse una vita fatta di impegno e studio, l’altro la via del crimine e del delitto. 

Veniamo ora alla classificazione. Per “cooling off time” si intende il lasso di tempo tra un omicidio e l’altro compiuto dal serial killer, può variare da ore, giorni, mesi o addirittura anni. Tuttavia agisce sempre seguendo uno schema composto da varie fasi.

Eccitazione progressiva

Fantasia e pianificazione del fatto 

Realizzazione 

Scarica emozionale successiva

Spesso questi soggetti hanno una vita familiare del tutto normale e il periodo tra un delitto e l’altro può essere determinato da molti fattori, non ultimo l’arresto per altri motivi, impegni lavorativi o in famiglia. La classificazione fatta dall’FBI nel 1979 da Holmes e De Burger mette in evidenza una netta distinzione all’interno della categoria dell’omicidio multiplo. 

-Mass Murderer: si tratta di un omicidio di massa, l’uccisione di 4 o più vittime da parte di uno o più autori. Avviene in un unico luogo e rappresenta di solito una rivendicazione sociale frutto di un delirio paranoico. Si conclude solitamente con il suicidio dell’esecutore o l’uccisione dello stesso da parte della polizia. 

-Spree Killer: anche in questo caso l’omicidio avviene in un unico evento ma in diversi luoghi, non si verifica raffreddamento emozionale, il killer uccide diverse persone in modo compulsivo spinto dalla rabbia e dall’impeto, il movente è la ricerca di distruzione, alla fine il soggetto pone fine alla sua vita o viene ucciso. 

-Serial Killer: colui che uccide tre o più persone in tempi diversi dopo un periodo di raffreddamento più o meno lungo. 

Questa iniziale classificazione verrà in un secondo tempo, ampliata da Mastronardi e Palermo nel 1995, individuando 5 diverse categorie. 

-Serial Killer Visionario: commette omicidi convinto di ricevere ordini, in seguito ad allucinazioni visive o uditive, molto spesso da Dio o Satana direttamente. Questi soggetti sono convinti di essere posseduti da un demone, responsabile effettivo delle loro azioni. Mostrano scarsi elementi di pianificazione e sono affetti da schizofrenia di tipo paranoie. 

-Serial Killer Missionario: è convinto di dover portare a termine una missione divina, ripulendo il mondo da persone che ritiene indesiderate e in un qualche modo manchevoli, per esempio prostitute, spacciatori, drogati. Il soggetto non è affetto da psicosi, ma da forti convinzioni personali. Non si sente in colpa in quanto convinto di assolvere un compito affidatogli da Dio per migliorare la società. 

-Serial Killer Edonista: trova un particolare piacere nell’uccidere, l’atto porta con sé una specie di orgasmo emotivo, molto simile a quello provato dal giocatore d’azzardo. Ha bisogno di provare forti emozioni per sentirsi vivo. 

-Serial Killer del Controllo del Potere: questo Killer ha bisogno di uccidere per esercitare il totale controllo sulla vittima, fino a sentirsi come un Dio nella ricerca dell’onnipotenza totale, potere di vita o di morte. Lo stupro, la violenza e l’eventuale mutilazione esercitati, non hanno scopo erotico ma di totale controllo psicofisico sulla vittima. 

-Lust Killer (Serial Killer Lussurioso): in questo caso lo scopo è avere soddisfacimento sessuale. Nella genesi del delitto le fantasie di questo tipo hanno rilevante importanza e sono orientate verso la perversione. Fondamentale il bisogno di mutilare e squartare il corpo della vittima.

Da ultimo è doveroso fare una considerazione. Negli anni relativamente recenti il Serial Killer sembra essere una figura quasi scomparsa. Molto è dovuto alle moderne tecniche investigative. La scoperta e l’uso del DNA, hanno posto una barriera, limitando grandemente il raggio di azione di questa tipologia di criminale. 

Sonia Filippi