Il mistero di Bella nell’olmo

Questa storia prende vita dal misterioso ritrovamento del cadavere di una sconosciuta all’interno di un albero cavo e dal progressivo apparire di messaggi in gesso sui muri della città poco tempo dopo.  Raccontiamola. Il 18 aprile 1943 quattro ragazzi Robert Hart, Thomas Willetts, Bob Farmer e Fred Muuns stavano cacciando di frodo nidi nella foresta di Haghley Wood nel Worchestershire in Inghilterra, nella tenuta appartenente a Lord Cobham. Farmer si arrampicò su un grande olmo, ritenendo che fosse un ottimo posto per la caccia e guardando all’interno del tronco cavo vide un cranio. Inizialmente pensò si trattasse di quello di un animale, ma dopo aver visto denti e capelli umani capì di trovarsi di fronte ai resti di una persona. Terrorizzati i ragazzi scapparono nelle rispettive dimore con l’intenzione di non dire niente, in quanto consapevoli del loro agire malandrino. Quando tornarono a casa però il minore dei quattro, Willetts, raccontò tutto ai genitori e la polizia fu allertata.

Dall’albero i gendarmi estrassero un tronco scheletrico quasi completo, una scarpa, una fede nuziale in oro, pezzi di vestiti, inoltre una mano tagliata fu rinvenuta poco distante. Inviati i resti al patologo forense, si stabilì che si trattava del corpo di una donna, morta da almeno 18 mesi, collocando il periodo della dipartita circa nell’ottobre del 1941, che aveva partorito almeno una volta e che all’interno della bocca si trovava un pezzo di taffetà, forse proveniente dalla sottoveste. Quest’ultima scoperta indicava che fosse morta per soffocamento. Di sicuro il cadavere era stato posto all’interno del tronco ancora caldo, in caso contrario il rigor mortis lo avrebbe reso impossibile. Furono trovati anche numerosi altri oggetti che non aiutarono tuttavia nell’identificazione, poiché in questo particolare periodo storico, la seconda guerra mondiale, molte erano le persone scomparse e secondo quanto in possesso nessuna delle ricercate corrispondeva alla morta. Forse qualche informazione poteva essere ricavata dai denti che avevano una conformazione particolare, ma incrociando i dati non si approdò a nulla. Gli sfollati erano moltissimi e le persone disperse all’ordine del giorno. 

Il caso divenne freddo fino all’anno dopo. Il 30 marzo 1944 al mercato della frutta di Birmingham, comparve una scritta col gesso che diceva: “Chi ha messo Bella dentro l’olmo della strega?”

Il giorno seguente ne comparve un’altra, che confrontata con la prima avallò l’ipotesi di una stessa mano. Chi le aveva fatte? Forse un testimone? Il colpevole?

La polizia iniziò a cercare negli archivi se vi fosse qualcuno scomparso con quel nome. I graffiti continuarono ma mai nessuna pista portò alla soluzione dell’enigma. Nel corso degli anni ci fu qualcuno che tentò di risolvere il mistero, di dare una spiegazione al fatto. Per esempio la teoria che vedeva Bella attrice e spia tedesca, individuata nella figura di Clara Bauerle, ma il confronto tra le due donne non resse, la struttura fisica era molto diversa e la Bauerle era morta in ospedale psichiatrico nel 1942. La versione più affascinante rimane però, e come potrebbe essere altrimenti, quella esoterica secondo la quale Bella era stata vittima di un rito stregonesco, la mano tagliata ritrovata lo confermerebbe, svolto da alcuni zingari accampati nelle vicinanze. L’ipotesi poi che Bella fosse una prostituta scomparsa tre anni prima, non trovò mai conferma. Da ultimo secondo una dichiarazione rilasciata alla polizia nel 1953 da Una Mossop, sarebbe il marito Jack l’autore del fatto. L’uomo lo aveva confessato ai familiari affermando di aver messo la donna nell’albero insieme a un olandese di nome Van Ralt, ella sarebbe stata una sua amica, durante una festa si sarebbe ubriacata e svenuta. I due poi per darle una lezione, l’avrebberoi ntrodotta nell’albero cavo ancora viva, finendo invece per morirvi. Questo avrebbe portato Jack Mossop alla pazzia portandolo alla fine in ospedale psichiatrico dove era morto prima del ritrovamento del corpo. Recentemente si è scoperto che il teschio e il rapporto dell’autopsia sono stati perduti.

Caso singolare, nel 2005 nella stessa sezione del bosco due adolescenti hanno trovato uno scheletro. La stima datava la morte come avvenuta alcuni anni prima, sesso e identità della vittima non furono determinati. Un’ imitazione di quel lontano caso dunque? La cosa certa è che nel corso degli anni le scritte hanno continuato ad apparire, naturalmente si tratta di imitatori, converrete a ogni modo con chi scrive che tutta questa storia è decisamente degna di Hallowen. 

Sonia Filippi